E’ il mondiale dei gol, delle parate e dei 4 tempi
I quattro cavalieri dell’apocalisse, Messi, Mbappe’, Haaland, Kane
di Nicola Sparano
E’ il mondiale dei tuoni e fulmini, in cielo ma anche sul campo. Vedere, per credere, la saetta con la quale Mbappe’ ha aperto il match poi interrotto dalla tempesta e ripreso dopo una partita di tressette negli spogliatoi.
E’ il campionato del piccolo grande uomo che ha segnato piu’ di tutti in questo mondiale ed in tutti gli altri: Messi e’ semplicemente di un altro pianeta.
Anche Mbappe’, Haaland, Kane e David stanno gonfiando le reti di gol, ma prima di scrivere la storia come sta facendo il piccolo grande vecchio argentino ce ne passa, specialmente l’enigmatico canadese della Juve.
E’ il campionato delle parate e dei gol regalati. Vedere per credere quello che il solito Mbappe’ ha spinto in rete dopo che il portiere iracheno aveva lisciato un tentativo di ripartenza da dietro che statistiche alla mano fa piu’ male che bene alle squadre che ci provano. Anche Haaland ha avuto un regalo del genere, ma a porta vuota ha colpito la base del palo, poi si e’ rifatto due volte.
E’ anche il mondiale gli ultimi uomini, coloro che stanno dietro tutti: Vozinha e Eloy Room hanno parato l’imparabile come tale Beiranvand che ha fermato il Belgio.
Stadi sempre pieni nonostante i prezzi, partite giocate sempre con il piedi a tavoletta, arbitri che lasciano correre contatti che in Serie A fischiano sempre, poche e tutto considerate contenute proteste dei calciatori mentre il Var e’ intervenuto raramente e sempre ad hoc.
La grande novita’ di questo mondiale - il cosiddetto Hydration Break – ha spaccato le partite in quattro tempi. Mentre la Fifa fa soldi con i commerciali i tecnici hanno tre minuti per modifiche tattiche spesso determinanti.
E’ stato anche il mondiale dei catenacci, quasi tutte tutte le squadre piccole hanno imparato a difendersi per evitare sconfitte imbarazzanti che in alcuni casi sono venute.
Prima di Portogallo-Uzbekistan in 34 partite sono state realizzate 44 reti.
Messi ne ha gia’ segnate cinque, una un meno delle sei che permisero alla buonanima e mai abbastanza venerato Paolo Rossi di diventare goleador di quel mondiale che non scorderemo mai, quello del 1982.
In attesa che si completi il tabellone dei 16mi di finale – ora sono matematicamente qualificate soltanto Argentina, Francia, Norvegia, Germania, Stati Uniti e Messico – dalla settimana prossima, con le partite dentro-o-fuori si fara’ sul serio.
Per segnare e vincere ci sara’ da sputare sangue.
Questo mondiale e’ ancora tutto da godere….