Se vince la Spagna Trump dovra’ inchinarsi al suo piu’ feroce critico
(Il presidente USA consegnera’ la coppa alla vincente della finale di domenica che non ha un netto favorito. Messi contro quel neonato cui fece il bagnetto).
l 2007 nella quale Lionl Messi (allora 19enne) fa il bagnetto al suo avversario di domenica, il neonato Lamine Yamal
di Nicola Sparano
Personalmente tifo Argentina, ma se domani dovesse vincere la Spagna sarei lo stesso contento.
Perche’?
Perche’ sarebbe una gloriosa goduria vedere Donald Trump consegnare il trofeo alla squadra della nazione il cui presidente, Pedro Sanchez, lo ha costantemente preso a pesci in faccia per i dazi, per la guerra in Iran, per le spese militari, per il trattamento riservato ai migranti eccetera eccetera.
La Spagna e’ l’unico paese occidentale che non si sia genuflesso allo strampalato presidente USA criticandolo apertamente e chiaramente per come continua a sconvolgere tre quarti di mondo.
Pedro Sanchez sara’ allo stadio per la finalissima, probabilmente seduto vicino a Trump, o forse non troppo vicino.
In ogni caso, se la Spagna vincesse, il Donald dovrebbe consegnargli la coppa, a meno che non imitasse quel grandissimo ladrone (Sepp Blatter) che si rifiuto’ di dare il trofeo agli Azzurri in quel lontano e mai dimenticato 2006.
IL FESTIVAL DEI DUE MONDI
Domenica sara’ un vero “festival dei due mondi” perché rappresenta il confronto diretto tra due scuole calcistiche diverse ma ugualmente prestigiose. Da una parte c’è la forza collettiva e tecnica della Spagna, dall’altra la competitività, la personalità e l’esperienza dell’Argentina, che arriva in finale dopo vintorie in rimonta. La finale e’ speciale per il confronto tra una nuova generazione di talenti e figure simboliche del calcio contemporaneo, Yamal e Messi in primis.
E’ L’ARGENTINA DI MESSI MA NON SOLO
I punti di forza dell'Argentina sono l'impareggiabile regia di Lionel Messi, la mentalità di squadra adattabile e il centrocampo equilibrato e aggressivo. Aggrediscono gli avversari con una feroce costante determinazione. Messi e compagni eccellono nel controllo del possesso palla, nell'adattabilità tattica nelle fasi finali della partita e nel capitalizzare sull'intesa creata tra veterani e giovani talenti.
Punti di forza della squadra La brillantezza creativa di Messi che detta il ritmo dalle posizioni centrali o dall'ala destra. La sua capacità di attirare i difensori, trovare spazio e fornire passaggi precisi e decisivi rimane l'arma definitiva della squadra.
Giocatori come Rodrigo de Paul ed Enzo Fernández a centrocampo sono infaticabili, recupero difensivo e passaggi in verticale che innescano l'attacco. La squadra alterna efficacemente le formazioni 4-3-3 e 4-4-2 e si adatta a metà partita utilizzando esterni di centrocampo sovrapposti e introducendo minacce aeree fisiche per scardinare i blocchi difensivi bassi. La squadra è famosa per la sua incrollabile fiducia. Possiedono la forza mentale per mettere in atto rimonte spettacolari nel finale di partita quando sono in svantaggio. Il peso di segnare non ricade solo su Messi. La presenza di attaccanti dinamici come Mac Allister, Alvarez e Lautaro Martínez garantisce che l'Argentina possa capitalizzare sui cross dalle ali.
Messi in finale può fare soprattutto tre cose: abbassarsi tra le linee per cucire il gioco, creare l’ultimo passaggio e decidere la partita con una giocata decisiva nei momenti chiave.
SPAGNA POSSESSO PALLA E DIFESA DI FERRO
La Spagna ha il suo punto di forza maggiore nel gioco fatto di combinazioni e possesso palla che rende solida la difesa il cui portiere, Unai Simon, ha subito un solo gol in tutto il torneo.
La squadra spagnola domina il pallone e controlla il flusso di gioco. Ha una tecnica collettiva inarrivabile per tutte le altre finaliste. Gioca di fatto senza centravanti ed è bravissima a compattarsi, molto corta ma non bassa, per poi scatenare i suoi attacchi di palleggio e possesso sempre verticale.
La creme de la creme della Spagna sono Rodri, Olmo, Cucurella (non sarei sorpreso se sara’ proprio il capelluto terzino a cercare di controllare Messi) e, naturalmente Yamal.
MESSI HA FATTO IL BAGNETTO A YAMAL
Forse Yamal e’ divenato quello che e’ per merito di… Messi che gli ha fatto il bagnetto (nella foto) quando aveva qualche mese. La foto fu scattata nel 2007 durante una collaborazione tra il Barcellona (la squadra dove giocava Messi) e l’UNICEF.
Ecco la reazioni dei due avversari di domenica:
Messi: “Lamine è un talento enorme, un giocatore che ho seguito molto perché gioca per un club che amo e gli auguro sempre il meglio, voglio sempre il meglio per lui. E, beh, a 19 anni è già uno dei giocatori di riferimento nel mondo e ha tutta la carriera davanti a sé. Ha una grande opportunità di realizzare qualcosa di storico, cosa che noi cercheremo con tutte le nostre forze di impedirgli di fare questa volta. Voglio solo augurargli il meglio”
YAMAL: “Onestamente, quella foto di noi due è incredibile, perché – beh, questa è la vita, no? Ho fatto una foto con lui quando era un bambino, e ora eccoci qui, entrambi a sfidarci in un Mondiale”.
TRUMP COL FUMO NEGLI OCCHI
Il presidente statunitense Donald Trump se l’è presa col Canada. Venerdì sul suo social Truth ha minacciato di imporre nuovi dazi come ritorsione per il fumo arrivato negli Stati Uniti. Il primo ministro Mark Carney gli ha risposto che gli esperti collegano gli incendi al cambiamento climatico, che non conosce confini politici. Le relazioni tra Canada e Stati Uniti, storicamente alleati, erano già ai minimi storici da quando Trump aveva imposto dazi altissimi sulle merci canadesi e minacciato di trasformare il Canada nel 51esimo stato americano.