C’e’ ancora chi spera in un mondo di pace e convivenza con valori umani
(Il giornale cattolico Avvenire elenca le ragioni per il no alle guerre. Trump continua a soffiare sul fuoco)
di Odoardo Di Santo
Ogni sabato il dottor Filippo Berarducci, prezioso amico di lunga data, mi aggiorna sui fatti dell’Italia e di altro, inviandomi la News Letter del giornale cattolico italiano l’Avvenire.
Nel mondo dilaniato da guerre, da distruzioni, da violenza e morte, il giornale è portatore dei valori di un mondo che abbiamo sognato e che le persone di buonsenso auspicano, ma che viene distrutto ogni giorno dall’egoismo, dalla megalomania e dalla prepotenza dei poteri forti.
A proposito della guerra all’Iran, L’Avvenire chiarisce ai colti e gli incliti la posizione della Chiesa secondo il Catechismo che esprime l’insegnamento della Chiesa cattolica, una sintesi di tutta la sua dottrina.
Dai guerrafondai, fabbricanti e trafficanti di armi la Chiesa viene accusata di pacifismo astratto, anzi gli analfabeti dell’apparato militare/industriale americano hanno attaccato Papa Leone IV ed hanno accusato la chiesa di aver rinnegato la secolare dottrina della guerra giusta quale sarebbe la guerra all’Iran.
L’Avvenire elenca doverosamente le quattro condizioni della giusta guerra del Catechismo :1 -Il danno causato è durevole, grave e certo ; 2- i mezzi per evitare la guerra sono impraticabili o inefficaci; 3-ci sono ragioni di successo; 4- il ricorso alle armi non provochi mali e disordini; più gravi del male da eliminare.
Nessuno dei quattro criteri si applicano alla guerra all’Iran.
ll catechismo, secondo l’Avvenire è una chiara riprovazione morale di Trump.
La televisione ci informa che Trump ha deciso di dare ai paesi alleati del Medio Oriente, Israele Qatar, Kuwait, and the United Arab Emirates (UAE) $ 8 miliardi di armi, eufemisticamente definiti aiuti militari, quando tutti sanno che sono strumenti di morte.
Il 28 febbraio scorso Trump e Netanyahu attaccarono l’Iran in una guerra preventiva ed illegale, perché il presuntuoso e tracotante Presidente Americano fu convinto dal complice israeliano che la guerra sarebbe stata breve e la vittoria certa.
I fatti hanno dimostrato che Trump ed i suoi vassalli, in perpetua adorazione, non avevano una strategia e non sono riusciti a spiegare al mondo le ragioni della guerra e gli obiettivi che si proponevano.
La guerra di Trump e Netanyahu, lungi dall’essere vinta ha prodotto finora da 3000 a 3600 morti in Iran, da 1000 a 1200 in Libano, almeno 13 soldati americani e 19-23 persone in Israele.
La chiusura dello stretto di Ormuz, dove passa ogni giorno il 20% del petrolio mondiale sta avendo ripercussioni catastrofiche sull’economia mondiale.
Trump che, fino a ieri minacciava di distruggere l’Iran se non avesse accettato le sue proposte cioè i suoi ultimatum, oggi, sabato, a causa di un cambiamento di umore, frutto forse di una notte insonne ha definito chiusa l’operazione Iran.
Non sappiamo cosa significa e cosa uscirà domani dalla sua confusa testa.
Trump, da quando è stato rieletto ha minacciato il Canada, la Groenlandia, Cuba e gli alleati, membri della NATO.
Si è preso il Venezuela (come ha affermato) ha minacciato l’Unione Europea con ripetuti volgari e falsi attacchi.
Gli Europei ora si rendono conto che ignorare Trump è inaccettabile.
Anche il Presidente del Consiglio Italiano che aveva indefessamente sostenuto Trump e la necessità di essere dalla sua parte si è resa conto della minaccia rappresenta da Trump.
Nel frattempo, nella sua forsennata smania di smantellare la Unione Europea Trump ha deciso di punirla ed ha arbitrariamente aumentato al 25% i dazi sulle macchine dell’UE, per costringere le fabbriche europee a traslocare in America.
Ha annunciato il ritiro di 5000 militari dalle basi americane in Germania, perché il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto ciò che tutti osservano e cioè che Trump è stato umiliato dalla leadership dell’Iran, distrutto dai bombardamenti americani e israeliani.
Gli accordi scaturiti dalla fine della Seconda guerra mondiale che hanno regolato le relazioni dei popoli, hanno assicurato uno dei periodi più lunghi di relativa tranquillità e pace.
Ora tutto è in subbuglio. Non ci sono regole. Trump ha detto che le regole sono quelle che lui detta.
Ogni giorno ci alziamo e non sappiamo cosa ci aspetta.
Il dottor Filippo inviando l’Avvenire, un giornale diverso dalla grande stampa che venderebbe l’anima al diavolo ossessionata con le vendite, i ricavi e la vana conquista di lettori, ricorda che c’è una parte dell’umanità che ancora crede nei valori della pace, del buonsenso e della convivenza tra i popoli.
Nel piccolo villaggio di Rocca Pia sugli alti monti dell’Abruzzo, da dove veniamo abbiamo appreso le sane virtù contadine di amicizia, di rispetto, di convivenza e solidarietà che hanno permesso la sopravvivenza nei secoli superando condizioni asperrime.
Il dottor Filippo ha trascorso tutta la vita come medico di famiglia, come li definiamo noi. Sempre disponibile, generoso e disinteressato lo abbiamo visto accorrere ogni volta che ci fosse necessità dell’intervento di un medico.
Anche quando praticava la professione nella città di Sulmona, sede dell’ospedale locale accorreva ogni volta che aveva notizia di un ricoverato di Rocca Pia.
Quando per le vacanze estive andiamo in Italia, vistando di cimitero di Rocca Pia dove riposano i nostri cari osservo i nomi dei nostri paesani e dei vecchi amici di una volta e viene spontanea l’osservazione che molti se non tutti erano stati curati dal dottor Filippo con affetto e buon umore una qualità che lo rende simpatico.
Alle volte i fatti sono talmente deprimenti che fanno perdere la speranza.
Viene da pensare che è inutile sperare che Trump possa comportarsi a da persona con un minimo senso di umanità.
Secondo il proverbio della nostra antica società contadina lavare la testa all’asino è inutile perché si spreca acqua e sapone.
Il dottor Filippo è un tenace e proficuo intellettuale amante della lettura. Viene da pensare che sarà probabilmente più prono a credere bisogna avere speranza perché, come scrisse il poeta italiano Ugo Foscolo nel poema I Sepolcri “ la Speranza fu l’ultima dea a lasciare i mortali quando tutti gli altri dei erano fuggiti”.