De Bruyne come Bettega entrambi saltati dai palloni alti

di Nicola Sparano

Como-Napoli O-0: non avendo seguito nessuna trasmissione tv del dopo partita non so se qualcuno degli esperti sapientoni ha sottolineato che con De Bruyne il Napoli e’ come se giocasse in dieci. Non per demeriti del belga ma per il gioco dei lanci  lunghi a scavalcare il centrocampo che sembra essere l’arma preferita da Conte. Sto scrivendo da Toronto e la situazione di De Bruyne e’ identica spiccicata a quella in cui si trovo’ Robero Bettega nei primi mesi del 1983 della sua avventura con il Toronto Blizzard. In quella squadra Bettega fu impiegato da trequartista ma da quella posizione era tagliato fuori dalla  manovra visto che  il centrocampo veniva regolarmente saltato dai lanci lunghi che partivano dalla difesa per le ali che poi crossavano al centro. Quando il tecnico inglese Bobby Houghton lo sposto’ in avanti come mezza punta Bettega fece vincere il titolo di capocannoniere a David Byrne perche’ controllava di testa quelle palle lunghe che prima lo scavalcavano e che ora addomesticava di testa trasformandole in assist pe il suo centravanti.

Situazioni simili dunque anche a distanza di mezzo secolo. Si afferma  che il calcio sia cambiato. E’ vero per quanto riguarda la velocita’ e la prestanza fisica dei calciatori, per il resto, alla fin fine le tattiche possono essere annullate dalle controtattiche o contromosse che si voglia. Ma allora come oggi  conta che il tecnico  riesca a sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori , sprecare il talento e’ un peccato ovunque, specialmente nella Serie A, una volta il campionato piu’ bello del mondo, oggi certamente il piu’ noioso.

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