*Champions League di tutti i colori

*Nella foto, Spalletti molla una sberla ad Omenda esortandolo a svegliarsi.

(Spalletti ceffona uno dei suoi, Gigio farfalleggia al Polo Nord, mala tempora currunt sotto il Vesuvio, Enrique va in bagno con la bocca, Monaco si scorda del coccodrillo)


di Nicola Sparano


Se non metti il coccodrillo dietro la barriera te la pigli in …gol, se ridi mentre stai per entrare in campo ti pigli un bel ceffone, se poi perdi puoi anche gridare che il calcio e’ uno sport di…cacca.
La Champions e’ anche fatta di questi episodi e del fatto che le “nostre” non sono all’altezza delle altre. A parte questa spietata considerazione c’e’ da stare poco allegri anche per il fatto che il Gigio nazionale continua ad inseguire farfalle e stelle filanti sui cross alti, ai confini del polo nord ha bucato sul primo gol dei pinguini ed il City ha perso dove non doveva. A proposito, speriamo che negli spareggi che l’Italia dovra’ affrontare i nostri avversari non alzino troppa la palla su corner e punizioni, altrimenti siamo - come si dice – fregati prima ancora di cominciare a sperare ed il terzo mondiale che lo vediamo in tv.
L’unica italica a vincere e’ stata la Signora in bianconero. Ma la Juve ha sofferto e Spalletti pure, prima ha dovuto bisticciare con un tifoso juventino che lo ingiuriava per il non gioco bianconero, poi ha mollato una sberla ad uno dei suoi che rideva mentre stava per entrare. Per la Juve, e per Spalletti, e’ finita bene, ma continuando a giochicchiare cosi’ si prenderanno piu’ insulti e ceffoni che punti, almeno in Europa.
A proposito, l’Inter ne ha beccati tre dall’Arsenal. Il divario tra la prima della Premiership e la prima della Serie A e’ evidente. Loro corrono, giocano e si passano la palla a mille all’ora. Inoltre hanno un magic bullet nei calci d’angolo. Eppure si sapeva come li battono sti benedetti corner, nonostante cio’ tre nerazzurri si sono fatti uccellare sulla linea di porta. Come a dire che Gesu’ giocava per loro.
L’Atalanta ha pagato lo stramaledetto vizio di proteggere il vantaggio. Ma in Europa nessuno si rassega, tutti ci danno d entro sino all’ultimo, cosi’ hanno fatto gli spagnoli del Bilbao e la Dea ci ha rimesso le penne.
E siamo a Napoli, ah il Napoli acciaccato, incerottato e con le stampelle era in 11 contro dieci e vinceva 1-0. Avrebbe dovuto raddoppiare, ma non c’e’ riuscito per la pochezza degli schemi che sono stati lenti, prevedibili e incapaci di creare palle gol limpide. Colpa dei giocatori si, ma anche Ndonio di Lecce ha le sue brave colpe. L’Europa diventa un miraggio, la Coppa Italia non c’e’ piu’ ed il campionato….Tempora mala currunt sul Vesuvio.
L’anno scorso il Pair St. Germain ha vinto a sorpresa, ma con merito, la Champions. Dopo quella vittoria l’allenatore Luis Garcia se n’e’ andato di testa, almeno cosi' sembra. Luigino bello di casa parigina dopo la sconfitta per 2-1 a Lisbona contro lo Sporting e’ sbottato e poco elegantemente ha urlato: "Abbiamo dominato e meritavamo di vincere. Abbiamo perso perché questo è uno sport di merda".
Chiudiamo con il coccodrillo che non c’era per la goduria del Liverpool. Il coccodrillo, per chi non lo sapesse, e’ il nome dato all’uomo che si sdraia dietro la barriera per chiudere la trattoria di un possibile rasoterra. Il Monaco’, accento sulla o, non lo ha fatto quando si era sullo 0-0. Tale Szoboszlai ha sciabolato a pelo d’erba e sulla strada del gol la palla ha attraversato la zona dove ci sarebbe dovuto essere il famaso coccodrillo. Dopo il gol il liverpulese si tocca la tempoia con il dito medio, come a dire ho usato la testa per uccellare i franciosi.

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