Domani si beve all’alba sperando nell’apoteosi
(Ieri l’addio al professore Luca Buiani)
di Nicola Sparano
Domani tutti ‘mbriachi. Ubriachi col corazon nello zucchero, oppure nel fiele.
In mattinata si sfideranno a singolar tenzone gli uomini del puck (non leggete male, non confondete la consonante iniziale) non solo per l’aurea gloria olimpica, non solo per difendere il prestigio dello sport nazionale, ma anche e soprattutto per guardare negli occhi Donald e dirgli che non puo’ vincere sempre e che sta scassando i cabasisi a tutta la terra e forse anche agli alieni tirati in ballo da Barack.
Il presidente arancione, sara’, o meglio dovrebbe essere – cambia programma di continuo -alla finale dell’hockey e dei Giochi per prendersi oro e gloria, speriamo sia accolto con bordate di fischi e cori di… pirla-pirla.
Comunque vada a Milano, domani a mezzogiorno tre quarti di Toronto avra’ il mal di testa conseguenza della sbornia colossale iniziata quasi all’alba (14.10 pm in Italia, 6.10 am a Toronto).
Tracannare alcol dalle sei del mattino e’ stato autorizzato dal rubicondo Premier, il quale ha seguito l’esempio della battagliera sindaca la quale ha stabilito che durante il mondiale di calcio i cittadini potranno imbibire (bere) sino alle quattro del mattino.
Questi due provvedimenti speciali confermano che, per i canadesi nati cca’, sport e alcol vanno a braccetto, non trovano sfizio a guardare la partita senza birra.
Bene se le cose vanno bene, se vanno male pero’ a volte ci scappa il putiferio come accadde anni fa prima a Montreal e poi a Vancouver dopo una partita di hockey.
Noi italici trapiantati nel freddo abbiamo parecchi difetti ma non quello di alzare il gomito durante le partite. Al massimo gridiamo insulti razzisti e non, al massimo lanciamo qualche mortaretto e alcune volte ci picchiamo a vicenda negli autogrill tra una trasferta e l’altra. Questo si’, ma ‘mbriacarci no, non fa parte della nostra cultura.
A proposito di cultura, ieri sera e’ stato detto addio ad un professore che ha insegnato e fatto insegnare la lingua italiana a Toronto, Luca Buiani.
La celebrazione alla vita del professore – organizzata da Daniela Sansone - si e’ tenuta in una saletta del Columbus Centre gremita da colleghi, allievi, amici e conoscenti. Un suo amico ha spiegato come Luca si sia sempre battuto per promuovere la lingua e la cultura italiana. Una sua allieva, oggi insegnante di italiano, lo ha ringraziato per essere stato il suo mentore: “Se oggi sono l’insegnante che sono e’ per merito di Luca”, ha concluso trattenendo a stento le lacrime.
Coccole verbali anche per Odoardo Di Santo e per il sottoscritto.
Al piccolo/grande abruzzese hanno detto di apprezzare molto i suoi scritti pubblicati sul blog nicolasparano.com.
Un signore di Whitby, amico di Franco Politano e del compianto Cesare Rizzuto, ha detto di aver sempre gradito i Controsport, in particolar modo quelli dei colloqui notturni con la signora maestra, mia madre.
“Lei e’ Sparano?, la mia generazione e’ cresciuta leggendo ed apprezzando i suoi articoli” mi ha detto una signora lasciandomi a bocca aperta.
L’affermazione mi ha imbarazzato – a me le coccole non piacciono – ma anche inorgoglito perche’ Controsport continua ad essere ricordato per aver portato un pizzico di buonumore nella vita di tanta gente.
PS: Go Canada Go, please vinci e fallo tornare a casa con la coda tra le gambe.