Italia: la Settima Santa dell’ agognata Resurrezione
La Via Crucis della Nazionale, due “stazioni”, sbagliarne una significa fallire il mondiale per la terza volta consecutiva. Si comincia giovedi’ con l’Irlanda Nord
di Nicola Sparano
Siamo quasi alla Settima Santa, la resurrezione del pallone tricolore e’ quasi alla Via Crucis. Le “stazioni” pero’ non sono 14, ma due, sbagliare la prima e siamo al… non c’e’ due senza tre.
Tocchiamo ferro e strangugliones.
Gattuso ha racimolato una nazionale senza un leader vecchia maniera, un trascinatore, un uomo squadra.
In passato ne abbiamo sempre avuti in tutti i reparti - Scirea per esempio, oppure Gentile, Paolo Rossi, Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Francesco Totti – da anni, purtroppo, siamo alla mediocrita’ pura.
“Non dobbiamo battere l’Irlanda del Nord ma la paura”, annuncia il Ct che in carriera – campo e panchina – ha sempre agito con furia agonistica, correre, sudare, dare e ricevere senza piangere o protestare dal primo all’ultimo minuto.
Fossimo in una favola, Ringhio sarebbe la principessa che bacia il rospo e l’animale si trasforma in un principe di bell’aspetto.
Gigio Donnarumma, per esempio, con il kiss-kiss del Ct diverrebbe imbattibile nelle uscite visto che gli irlandesi hanno nei palloni lunghi in area la loro vera forza.
Un altro elemento che avrebbe bisogno di un bacio, o tre, e’ Manuel Locatelli che nella Juve sta studiando da leader con scarsi risultati, e sulle spalle si porta il rigore della non vittoria col Sassuolo.
Manuel a parte, cercasi leader di centrocampo.
Nicolo’ Barella e Sandro Tonali sono piu’ quantita’ limitata che qualita’ superiore.
E dunque, non avendo l’ispiratore cioe’ l’uomo dell’ultimo passaggio o dell’imbucata come usano dire i fumosi teleparlatori attuali, la nostra sgangherata, ma sempre amata Italia, si dovra’ affidare a De Marco e Politano. Il milanista sa come segnare o proporre l’assist, il napoletano e’ l’unico che salta l’uomo.
La corsa ai gol che porterebbero gli Azzurri alla seconda stazione della Via Crucis (Galles, in casa loro cinque giorni dopo l’Irlanda) sara’ nei piedi di Moise Kean che con l’Inter si e’ spremuto come un limone, lottando, correndo, tirando, speriamo che in questi tre giorni ricariche le batterie. Partner di Kean dovrebbe essere, speriamo, il baby d’oro Pio Esposito in gol un volta e mezzo (gran parata di De Gea a togliergli il secondo gol) contro la Fiorentina. Pio al momento da’ piu’ garanzie di Mateo Retegui che e’ fermo da tre settimane a causa della guerra. Esposito, inoltre, e’ alto un metro e 90 e quei centimetri potrebbero valere un patrimonio sia in attacco che in difesa sui corner loro.
Le armi degli irlandesi sono note: palloni lunghi e diretti in area, aggressivita’, pressing, calcio piazzati, tiri in porta da tutte le posizioni.
L’Italia di Gattuso dovrà fare attenzione ai passaggetti laterali o verso chi guarda la porta di Donnarumma. Servono più scambi tecnici palla a terra, più filtranti, più manovra verticale, il tutto senza piangere o protestare ma correndo e smarcandosi senza soste.
Glli Azzurri dovranno giocare senza paura, senza incertezze, compatti, decisi a vincere due partite di seguito.
Se accadra’, come tutti speriamo, a Resurrezione raggiunta li vedremo a Toronto, amen.