Lauro avrebbe messo Trump con due piedi in una scarpa

Achille Lauro

di Nicola Sparano

Per cercare di salvare capre e cavoli, il Pinocchio della Casa White si e’ arrampicato sugli specchi facendo una promessa impossibile: se vince cinquemila pezze  verdi a tutti gli amerikani.

Fose stato meno hazzone e piu’ istruito avrebbe potuto inventarsi qualche promessa piu’ plausibile traendo esempio da  un personaggio che sapeva come fare per vincere le elezioni, Achille Lauro, il Comandante come era conosciuto a Napoli e dintorni.

Negli anni immediati del dopoguerra don Achille fece fortuna comprando carrette del mare dagli amerikani trasformandole nella Flotta Lauro.

Poi gli venne lo sfizio di darsi alla politica e divenne sindaco di Napoli.

Per vincere fece ricorso alla fantasia, inventando due metodi per comprare voti capovolgendo la massima “pagare moneta, vedere cammello”.

O Comandante insomma per essere certo di essere votato a pagamento prima di scucire il promesso voleva vedere il cammello.

Praticamente il Comandante mise gli elettori con due piedi un una scarpa.

Nel senso che il votante riceveva una scarpa, normalmente al sinistra, per poi ricevere quella destra a vittoria accertata.

Un secondo escamotage “tu da ‘na cosa a me (il voto) ed io do  ‘na cosa a te (mille lire)” prevedeva che l’elettore ricevesse meta’ del biglietto da mille, poi a vittoria avvenuta aveva l’altra meta’.

O'Comandante aveva intuito che bisogna parlare alla pancia delle persone. L'armatore fa campagna elettorale distribuendo pacchi di pasta, elargendo banconote tagliate a metà e, appunto, dando scarpe spaiate (l'altra arriva dopo aver ottenuto il voto).

Achille Lauro divenne sindaco di Napoli a 65 anni, nel 1952, con 300mila preferenze, l'anno successivo alle politiche ne ottenne 680mila alla Camera: numeri mai raggiunti da nessun candidato prima di lui, che rappresentano il raccolto di promesse elettorali "shock".

O Comandante fu anche il presidente del Napoli che riporto’ nel grande giro prndenso, tra gli altri, anche Hans Olof Jeppson.

Jeppson nell’estate del 1952, fu ingaggiato dal Calcio Napoli per l’allora ingente cifra di centocinque milioni di lire: per questo motivo, gli fu attribuito il soprannome di ‘O Banco ‘e Napule. A tal proposito è nota l’esclamazione «Gesù, è caruto ‘o Banco e’ Napule» di un tifoso partenopeo allorché, all’esordio in maglia azzurra, Jeppson ruzzolò per terra in seguito all’intervento di un avversario. All’ombra del Vesuvio, lo svedese giocò 4 stagioni  (dal 1952 al 1956) mettendo a segno 52 reti in 112 gare. La sua alternanza di rendimento, portò alla creazione delle famose esortazioni «Mannaggia Jeppson!» e «Uanema ‘e Jeppson!». Si trattò di uno dei primi grandi idoli della tifoseria napoletana che gli ha sempre voluto un gran bene.

Tornando al Comandante  c’e’ da dire che con Lauro la citta’ risorse dalle macerie della guerra contribuendo al miracolo economico italiano degli Anni 60.

 

Oggi, venticinque anni fa, caddero le torri gemelle

Il pinocchio della Casa Bianca per l’occasione ne ha sparata un’altra delle sue – ho mandato i  muratori dei mei palazzi ad aiutare – ma oggi viene preso a pesci in faccia perche’ ci sono le prove che ha detto il falso, di nuovo, come sempre.

Il che non gli fa un baffo, lui, infatti, continua nella litanie della cazzate perche’ c’e’piu’ o meno mezza Amerika inghiotte tutte le sue palle a partire dalla promessa di cinquemila dollari per tutti, se vince.

La promessa e’ falsa come una banconota da tre dollari, e’ una  presa per i fondelli per chi ancora crede in questo cialtrone.

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La guerra USA-Canada  e’ una stupida guerra che fara’ male a tutti