L’insegnamento delle lingue etniche va reintegrato nelle scuole cattoliche

  • (Il governo Ford ha deciso il taglio per far risparmiare 6 milioni al Board of Education che ha un budget di un miliardo e 200 mln)

Trustee Maria Rizo (seconda da sinistra) con Trustee Frank D’Amico (trustee), Val di Gregorio (presidente CUPE Locale3155), Nador Bakalli (genitore sostenitore del programma)

di Odoardo Di Santo

E’ iniziata la campagna per fare pressione e convincere il governo dell’Ontario  a reintegrare l’insegnamento delle lingue etniche nei programmi delle scuole cattoliche di Toronto (TCDSB) di cui lo scorso marzo il Ministro provinciale dell’Ontario Paul Calandra annunziò l’eliminazione dal curriculum delle scuole cattoliche di Toronto

Maria Rizzo ex presidente del Catholic District School Board ha affermato che esiste un crescente interesse e supporto da altri trustee come pure da esponenti politici provinciali e federali, tra cui la ex MP liberale Maria Minna e l’NDP MPP Tom Racocevich.

La ragione che suona più come una scusa senza senso sarebbe che  il Ministro si sarebbe accorto ora che il programma in funzione da cinquanta anni violerebbe l’Education Act che non include l’insegnamento delle lingue etniche nei corsi regolari durante l’orario scolastico.

Vittime dell’ottusa decisione sono migliaia di studenti che seguono il programma e  77 insegnanti che perderanno il lavoro da settembre come ha fatto presente la presidente del sindacato Cupe Val Di Gregorio che è anche insegnante dei corsi.

Il programma costa 6 milioni di dollari l’anno e viene sovvenzionato dal Board of Education che nell’anno corrente ha un bilancio di $1 miliardo e duecento milioni.

Una spesa insignificante si dira’, ma che il governo di Doug Ford ritiene insostenibile.

Il Board è stato commissariato dal ministero dell’Istruzione il 27 giugno 2025 e posto sotto un supervisore il quale rimpiazza i trustees democraticamente eletti di cui ha preso i poteri.

Il salario dei trustee ammonta a $ 25.000 annui.

La decisione di ridurre il deficit ha preso lo spunto dalle spese dei fiduciari accusati dal ministro di cattiva gestione, senza offrire prove o particolari, anche se in verità talune spese nel passato sono state ridicole.

Il ministro ha chiarito comunque che sotto il suo microscopio sono apparse due grosse magagne, la spesa di $145 per il centurino di un orologio Apple e, peggio un frullato (milk-shake) di $15.

Per colmo il ministro ha notato anche la spesa per un panino a Mc Donald che doverosamente ha fatto notare era stato acquistato alle 3.am.

Secondo Calandra la leadership dei trustees non è adeguata ed inoltre i fiduciari litigherebbero tra loro per varie ragioni.

Al ministro, impegnato a cercare le pulci nei Board of Education deve essere sfuggita la forte leadership di Doug Ford che proprio in questi e’ stato preso con le mane nel sacco facendo una figuraccia che ha fatto chiedere da più parti le sue dimissioni.

Doug Ford aveva acquistato, alla chetichella un jet per $28.9 milioncini, mentre in Ontario le food bank non riescono a far fronte al crescente numero di persone che affluiscono perché non riescono a sopravvivere.

Di fronte alla protesta universale Doug Ford ha dovuto rivendere l’aereo in fretta e furia.

Lo stesso governo aveva dato grande leadership tentando di rimuovere   migliaia di ettari di terreni protetti della Green Belt (la fascia protetta di verde) per fare regalo agli amici costruttori per costruirci case.

Secondo l’Auditor Generale e l’Integrity Commissioner ai costruttori avrebbe fruttato la bella sommetta di $8.3 miliardi. 

 Della vicenda si aspetta il rapporto della RCMP. 

Maria Rizzo ha detto che il programma che costa 6 milioni di dollari e’ importante per gli studenti e le loro famiglie.  

Il programma fu introdotto 50 anni fa, dopo ripetuti tentativi delle comunità etniche degli immigrati, per rimuovere lo stigma di cittadini di seconda classe cui resisteva l’establishment che aveva  il potere.

Negli anni sessanta il Board of Education di Toronto aveva istituito scuole denominate  “Vocational schools “dove erano convogliati in gran parte studenti delle famiglie di immigrati.

Le vocational schools non davano accesso all’istruzione superiore e nemmeno   al compimento del grado 10 necessario per ottenere la locenza per mestieri specilizzati come elettricisti, parrucchieri, idraulici ecc.

Il forte impegno dei gruppi etnici riuscì a piegare la resistenza dei trustee e le vocational schools furono abolite.

La battaglia per l’insegnamento delle terze lingue, oltre all’inglese e il francese lingue ufficiali fu ispirata dall’idea geniale di contribuire al mosaico canadese con la ricchezza di lingue e culture centenarie che avrebbero reso più vitale e cosmopolitano il multiculturalismo canadese.

. Nel 2019 il programma fu esteso a 44 scuole del TCDSB, ciascuna delle quali durante l’orario scolastico quotidiano offrivano lezioni in italiano, portoghese, spagnuolo, filippino, ucraino e mandarino.

L’impegno per resistere ai tentativi delle minoranze contrarie all’insegnamento delle terze lingue richiese impegno e determinazione.

  Nel novembre 1982 nel Parlamento dell’Ontario ebbe luogo il dibattito della mia proposta di legge parlamentare n.89 per emendare l’Education Act.

La mia proposta di legge rappresentò il tentativo del Partito NDP di forzare il governo ed il parlamento ad agire sul problema dell’insegnamento delle lingue per rendere i programmi accessibili a più comunità e ridurre lo stigma di cittadini di  seconda classe.  

Alcuni genitori male informati si dicono preoccupati che l’insegnamento delle lingue internazionali incidono negativamente, riducendo le materie del curriculum.

Maria Rizzo sostiene che e’ ingannevole dire che dove si insegnano terze lingue vengono decurtati i programmi  d’obbligo. 

 Il trustee Frank D’amico D'Amico, che ha due gemelli di nove anni  nei corsi di italiano, ha sottolineato che i figli sono felicissimi di apprendere l’italiano, ed ha aggiunto che per salvare il programma di sta lottando da anni.  

 Nador Bakalli un genitore ucraino di uno studente di 10 anni che frequenta i corsi di Italiano ha detto che la decisione del governo di eliminare i corsi  crea svantaggio per il sistema educativo dell’Ontario  in paragone con i sistemi educativi in altre parti del mondo dove tradizionalmente gli studenti imparano  altre lingue durante le ore di insegnamento scolastico. Ha definito il programma di terze lingue” una boccata di aria fresca.”


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