Measles 2, il ritorno del morbillo
I dati della tabella sono decisamente allarmanti per il Canada che ha visto aumentare di quasi 20 volte il numero dei casi (da 285 a 5393)
dr. Gino Bucchino
E proprio così, sconfitto, quasi dimenticato e archiviato come ricordo lontano nei libri di storia della medicina, il poco simpatico virus del morbillo è tornato. Non fosse altro per vedersi assegnata una particina sul palcoscenico del teatro di un mondo che nel 2026 ha cominciato a girare alla rovescia. Una parte però con ruolo di protagonista in Canada (40 milioni di abitanti) con i suoi più di 5 mila casi in un anno (2025) superando di gran lunga, paradossalmente, i cugini americani (335 milioni di abitanti) che si sono attestati a poco più di 2mila casi confermati. Paradossale anche perché gli americani si sono impegnati a gran voce a ridurre le raccomandazioni universali per alcune vaccinazioni. Una decisone, quella degli Stati Uniti, presa in un momento che più sbagliato non poteva essere, proprio quando la necessità di rafforzare la prevenzione ha preso la strada della direzione opposta, ignorando la verità della realtà epidemiologica. Tornando al Canada il Paese è passato dai 126 casi sporadici del 2024, ai 5393 casi confermati nel 2025 e ai 1814 casi gia confermati al 30 aprile del 2026. E dato che ha continuato a circolare per oltre 12 mesi consecutivi all’interno del Paese, ha perso lo “status di Paese libero dal morbillo”
Stati Uniti
Canada
Abitanti
335 milioni
40 milioni
Nro CASI: 2024
126
285
2025
2144
5393
Gennaio-Aprile 2026
1814
714
X 100.000 abitanti
0.54
1.97
I dati della tabella sono decisamente allarmanti per il Canada che ha visto aumentare di quasi 20 volte il numero dei casi (da 285 a 5393)
“La copertura per la “trivalente” (Measles-Mumps-Rubella (MMR)) in Canada non supera il 90% dal 2017”, ha dichiarato Raywat Deonandan, epidemiologo di salute globale dell’Università di Ottawa. Copertura ben lontana dal livello 95% raccomandato dall’Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) che i bambini devono raggiungere, con entrambe le dosi del vaccino, per prevenire una trasmissione sostenuta. Solo l’82% nella British Columbia il 72% dei bambini di 2 anni aveva ricevuto una dose MMR e solo il 72% dei bambini di 7 anni aveva ricevuto entrambe le dosi.(R. Canada’s measles setback is a symptom of deeper sickness. Canada Healthwatch. November 17, 2025.)
E ancora piu robusto é il comunicato della Public Health Agency of Canada del 23 febbraio 2024 che indica per tutto il Canada un livello del 91.6% dei bambini di 2 anni con almeno una dose e del 79.2 % con due dosi complete dei bambini di sette anni.(PHAC - Global Increase in Measles and Risk to Canada)
E se le cifre complessive di copertura sono basse, in alcune aree sono ancora drammaticamente più basse. James Talbot, professore di sanità pubblica all’Università dell’Alberta ed ex Chief Medical Officer of Health dell’Alberta e del Nunavut, ha dichiarato nel corso del focolaio del 2025 che alcune comunità della provincia presentavano livelli di copertura vaccinale estremamente bassi, in alcuni casi inferiori al 25%. (Ken MacGillivray. “Measles cases show signs of exponential growth in western Canada, say health experts.” Global News. May 8, 2025)
Ma anche gli Stati Uniti, pur con incidenza di appena 0.54 casi per 100mila abitanti, sono ormai un Paese a rischio. Colpa dei messaggi ambigui di una campagna orientata sulla inutilità di molti vaccini, sul minimizzare il problema e la forte riduzione dei fondi per la sanità pubblica. Tutto questo ha contribuito a creare una pericolosa falsa sensazione di sicurezza. Di fronte alla crescita dei focolai il CDC ha dovuto rafforzare nel 2026 la risposta nazionale, mettendo a disposizione vaccini, fondi straordinari e supporto operativo agli Stati più colpiti, per evitare che anche gli Stati Uniti perdano lo “status di eliminazione del Morbillo”e per evitare la presenza di comunità con coperture molto inferiori, nelle quali il morbillo può continuare a circolare per lunghi periodi.
Per il Canada il “modello Stati Uniti” non è quindi un percorso da imitare, perché anche negli USA i casi sono ai livelli più alti degli ultimi decenni, i focolai sono sempre più frequenti e la trasmissione avviene nelle stessa tipologia di comunità vista in Canada: gruppi con bassa copertura vaccinale.
Per il Canada c’è poi anche una ragione, che anche se non vera, possiamo provare a chiamarla comunque statistica: il Canada ha una popolazione molto più piccola degli Stati Uniti. Questo aiuta un po’ a ridimensionare il numero così alto di casi per 100mila abitanti perché ogni grande focolaio pesa di più nelle statistiche. Bastano 2–3 focolai importanti (Alberta, Ontario) per far salire drasticamente il tasso nazionale. Nei Paesi come gli Stati Uniti anche solo due o tre focolai grandi vengono invece “assorbiti” da una popolazione enorme (più di 300 milioni) cosicché i problemi e i numeri locali appaiono meno gravi e di numero irrilevante nelle medie nazionali.
Va quindi ribadito che l’unica vera differenza è che, per ora, negli Stati Uniti la trasmissione non è stata continua per 12 mesi a livello nazionale, consentendo al Paese di mantenere formalmente lo status di eliminazione. In semplici parole: gli Stati Uniti non sono un modello alternativo da auspicarsi di riuscire ad imitare. Sono semplicemente qualche passo indietro sullo stesso percorso.
Un percorso ben rappresentato dalle provincie dell’Alberta e dell’Ontario che nel 2025 hanno segnalato rispettivamente 1.968 e 2.398 nuovi casi confermati di morbillo portando l’ Alberta a 43.7 casi per 100mila abitanti e l’Ontario a 15.9
Provincia
Popolazione
Casi Confermati
Tasso per 100000 abitanti
ALBERTA
4.5 Milioni
1968
43.7
ONTARIO
15 Milioni
2394
15.9
Public Health Agency of Canada. Measles and Rubella Weekly Monitoring Report – 2025 Archive. Ottawa, ON: PHAC; 2025.
L’Alberta non ha avuto però più morbillo perché “sfortunata”, ma perché ha combinato una più bassa copertura vaccinale (molte aree sono scese ben al di sotto l’85-90%), con numerosi focolai comunitari (comunità rurali e semi rurali con nuclei familiari numerosi con più alta possibilità di contagio), con maggiori difficoltà di accesso per le grandi distanze e, in alcune zone, minor numero di cliniche di sanità pubblica).
Ed è proprio dalla provincia dell’Alberta che arriva l’appello, di inizio gennaio, per la dichiarazione dello stato di emergenza lanciato dai medici di alcuni ospedali di Edmonton poche settimane dopo la morte di un uomo di 44 anni, deceduto dopo aver presumibilmente atteso otto ore per vedere un medico al pronto soccorso. Secondo Stephanie Montesanti, professoressa di politiche sanitarie all’Università dell’Alberta “…è la crescita e l’invecchiamento della popolazione dell’Alberta che hanno contribuito alla situazione e la capacità ospedaliera non è cresciuta allo stesso ritmo. Quando non c’è assistenza sanitaria disponibile perché i letti sono pieni, le sale operatorie sono piene, mancano infermieri, mancano medici e mancano i fondi, sono i pazienti a soffrirne”. (Nicole Stillger. “Alberta doctors call for state of emergency over emergency room crisis.” CTV News Edmonton. January 7, 2026)
La risposta del governo provinciale non si è fatta attendere e il Ministero dei Servizi Sanitari Primari e Preventivi dell’Alberta ha respinto la richiesta di invocare lo stato di emergenza con un semplice: «Il sistema sta utilizzando tutte le risorse disponibili; le richieste di uno “stato di emergenza sanitaria pubblica” sono fuorvianti e non aggiungerebbero nulla a quanto già si sta facendo» ((Stillger N. CTV News Edmonton. January 7, 2026.)
Il ritorno del Morbillo, ma non solo, fa sorgere la domanda che solo 10 anni fa non era assolutamente da porsi. Il Canada è ancora quel paese, con la sua attenzione sociale, con la sua sicurezza, con la sua assistenza universale, col suo fiore all’occhiello della identità multietnica, così vicino fortunatamente solo geograficamente agli Stati Uniti, ma lontano anni luce dal modello americano, è ancora quel paese che sedeva stabile sul tetto del mondo e invidiatissimo punto di arrivo di tanti altri paesi? No, questa purtroppo la risposta, il Canada non è più quello di una volta tanto che mi fa azzardare anche un paragone con l’Italia e provare a indicare i due paesi come il granchio (il Canada) e la tartaruga (l’Italia)
Fortunatamente non perché sia improvvisamente peggiorato in tutto, ma perché il suo sistema sanitario è entrato in una fase di lenta regressione strutturale. La carenza di personale — medici, infermieri, paramedici — è forse oggi il problema numero uno con pensionamenti massicci dopo la pandemia, burnout diffuso, migliaia di posti vacanti in province chiave come Ontario, e Alberta e con oltre il 20–25% della popolazione senza un medico di famiglia in alcune aree.
I pronto soccorso sono sempre più sovraffollati: con attese di 6–10 ore per soprattutto per i molti pazienti che arrivano in emergenza non perché siano gravi, ma perché non riescono ad accedere prima alle cure di base o specialistiche. Ed è forse qui che emerge una differenza cruciale con l’Italia.
In Canada l’accesso allo specialista passa sempre dal filtro del medico curante; senza referral, l’attesa può durare mesi, e non esiste la possibilità di accedere direttamente a visite specialistiche pagando di tasca propria.
il canale privato alternativo ha solo pochissime e costosissime eccezioni. Il risultato è che se il filtro del medico di famiglia si blocca, tutto il sistema si blocca.
Il COVID, per il Canada nonostante la lezione e la preparazione ereditata dall’esperienza positiva della SARS, non è stato solo una crisi temporanea: ha lasciato una sanità stanca, meno capace di intercettare i problemi prima che esplodano e la perdita dello status di eliminazione del morbillo è stato uno dei primi sintomi di questo indebolimento a manifestarsi
Il Canada oggi assomiglia a un granchio che oltre che lateralmente, se pur lentamente riesce anche ad arretrare.
L’Italia, mi azzardo a sperarlo, può assomigliare a una tartaruga imperfetta, ma che continua lentissimamente ad avanzare. E forse come in tante cose una lenta ma vitale e virtuosa direzione conta più della velocità.
(I precisi riferimenti bibliografici sono inseriti nel testo.)
Questa la bibliografia essenziale
CDC — Measles Cases and Outbreaks
Public Health Agency of Canada — Weekly Monitoring Report
CMAJ — Immunization registries and measles elimination in Canada
Public Health Ontario
Alberta Health Services
BMJ — How a wedding lost the Americas its measles-free status