Nell’America di oggi e’ sempre carnevale

(Il vermaio creato da Epstein potrebbe diventare letale per il presidente arancione)

Donald Trump imperatore al carnevale di Viareggio

di Nicola Sparano

Benvenuto febbraio, il mese del Carnevale, la ricorrenza piu’ matta dell’anno.

Una volta il Carnevale era il massimo dell’allegria dove nobili e plebei, potenti e nullatenenti si nascondevano sotto le maschere capovolgendo lo status sociale dandosi ai bagordi, gozzovigliando e scopando come se nulla fudesse.

Oggi il Carnevale, grazie all’aspirante King d’America e’ una festa di (poca) allegria, di (molte) minacce e di (tante) preoccupazioni.

Il presidente che vorrebbe tenere tutta la terra sotto le sue grinfie, con le buone o se occorre con  le cattive, avanza giornalmente come un elefante barrendo la massima del Carnevale  quando “ogni scherzo vale” .

Gli “scherzi” dell’uomo arancione sono tanti e tali che e’ impossibile elencarli tutti, anche perche’ prima minaccia, poi fa marcia indietro con la tattica del tira e molla studiata ed applicata per fare confusione, per dire senza dire e viceversa. Fanno testo, in questo senso, come si comporta nei confronti dei piu’ forti (Cina, Russia, Israele) e dei piu’ deboli (Venezuela, Ucraina, Groenlandia, Canada, Cuba).

Visto come agisce, sono sempre piu’ numerose le persone seconde le quali The Donald  a volte agisce da re, a volte come il suo buffone.

 La scambievolezza del re e del suo giullare e’ motivo antichissimo circoscritto nel tempo (il Carnevale) e nello spazio (il teatro).

Ma cosa accade quando crollano questi argini, facendo del sovrano-buffone una sola figura bifronte?

La risposta e’ davanti ai nostri occhi , dove tutto è palcoscenico ed è sempre carnevale.

Il dilemma è lo stesso che intrigava gli elisabettiani, quello tra la follia autentica e la follia simulata del sovrano.

E insomma, il  re è pazzo o fa il pazzo?

Forse piu’ semplicemente  e’ una persona che ha cambiamenti d'umore rapidi, intensi e imprevedibili ma con momenti di lucidita’ durante i quali, recita, astutamente la parte del matto.

Insomma, a volte fa il matto per non andare in guerra.

Fino ad ora se l’e’ sempre cavata da tutti i guai combinati, a cominciare dall’assalto al Campidoglio, per finire all’impiego delle squadracce di “ghiaccio” (ICE) che ricordano i nazisti e che hanno licenza di uccidere  che gli stessi cittadini americani, due per ora.

Ora pero’ il presidente arancione potrebbe essere sull’ultima spiaggia, o forse no perche’ tutto dipende da come gli americani suoi sostenitori vedranno il suo coinvolgimento nel vermaio di Epstein.

Lo zoccolo duro dei sostenitori di Trump e’ nella Bible Belt, la vasta regione del Sud-Est degli Stati Uniti (dal Texas alla Virginia) dove il protestantesimo evangelico ha una fortissima influenza sociale, culturale e religiosa. È una zona nota per il forte conservatorismo religioso. 

Nela spazzatura creata da Epstein il presidente in carica ci sta dentro fino al collo, come dimostrano le migliaia di volte in cui il suo nome compare negli incartamenti in parte rilasciati e certamente redatti.

Non ci sono prove che The Donald abbia commesso niente di illegale, ma non ci piove  che sia stato spesso e volentieri in compagnia del suo compare pedofilo  anche quando costui organizzava feste con ragazze giovanissime che presentava agli ospiti come una volta si faceva con le schiave.

Fin qui, vomitevole che sia, non siamo ancora al peggio che sarebbe “misurare lo spessore e la profondita’ della “farfalla” femminile inserendovi uno o due dita”.

Nessuno ha detto, o scritto, che a questa abbominevole pratica fosse presente anche Trump, ma la logica fa presupporre che ne fosse almeno a conoscenza.

Senza scendere in altri sordidi episodi, va  sottolineato che nei file si parla delle numerosissime ragazze minorenni pagate per i favori sessuali elargiti durante i baccanali nella varie residente del porco suicida. Tali ragazze erano “reclutate” dalla compagna zoccola ora in galera dell’Epstein. Reclutate dove, come, quando? Forse a scuola - erano quasi tutte liceali – o forse tramite il passa parola. Ma non si puo’ escludere che almeno parte delle minorenni siano state vendute, o se preferite, affittate  da uno o tutti e due i genitori.

In questa America che prostituisce le sue figlie dandole in pasto a gente ricca e famosa  qualcuno degli amici di Epstein ci ha rimesso la reputazione, ma chi ha  tanti soldi puo’ pemettersi di aspettare che la bufera passi e riprendere a vivere come se nulla fudesse.

Sara’ lo stesso per Trump?

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