Il difficile sogno dell’unità canadese
(Mentre Carney predica l’unita’, in Alberta cercano l’indipendenza e flirtano con Trump. Il premier della BC denuncia: “E’ tradimento”)
Le bandiere del Canada e della Colombia Britannica
di Odoardo Di Santo
Mark Carney ha avuto un successo mondiale dopo suo discorso a Davos, in Svizzera in cui aveva chiarito eloquentemente che è finito l’ordine liberal democratico che aveva regolato i rapporti degli stati del mondo dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Le potenze medie del mondo possono avere un ruolo se si uniscono per evitare di essere fagocitate dalle grandi potenze egemoni del mondo e cioè Stati Uniti, Cina e Russia. Solo se unite le potenze medie possono aspirare di partecipare alle trattative”.
“Se non siamo al tavolo delle trattative-ha aggiunto Carney- finiremo nel menu. Solo se unite le potenze medie possono difendere l’indipendenza ed evitare la sottomissione”.
Lo scorso weekend Craney per dare seguito concretamente alle sue dichiarazioni ha riunito a Ottawa i primi ministri delle province canadesi e dei territori soprattutto per mostrare l’unità del Canada al satrapo di Washington che continua a vomitare minacce di dazi a chiunque non gli garba oltre ad annettersi altri paesi con le buone o la forza come dichiara apertamente.
Il Canada deve fronteggiare le minacce economiche di Trump che ha l’obiettivo di rendere il Canada più debole e più povero e di imporre l’egemonia americana per distruggere la lunga secolare proficua relazione di amicizia, di interdipendenza e di integrazione economica .
Trump non è normale e sventola le sue minacce come un’arma contro amici e nemici.
Ieri ha minacciato di imporre il 50% di dazi su tutti gli aerei importati negli USA e di decertificare tutti i popolari aerei Global Express prodotti da Bombardier di cui 150 operano negli Stati Uniti per vendetta del diniego da parte del Canada di certificare la compagnia aerea americana Gulf Stream.
Gli esperti del settore fanno osservare che il presidente non ha il potere di decertificare gli aerei con proibizione di volare nello spazio aereo americano.
Gulf Stream ha fatto domanda di certificazione in Canada, ma deve correggere il sistema del carburante per mitigare i problemi del rischio del ghiaccio e quindi della sicurezza.
A Gulf Stream, Transport Canada ha dato tre anni per completare tutte le attività` relative alla certificazione. Ma per Trump le regole non valgono nulla e pretende tutto con la prepotenza e l’arroganza.
Oltre le minacce economiche il Canada deve affrontare la più seria minaccia esistenziale che per il Canada è un fattore nuovo.
Molte nazioni piccole vivono accanto a potenze egemoni, ma Il Canada non ha avuto tali problemi fin dal 19mo secolo.
Le minacce economiche si possono superare per sopravvivere, mentre quelle esistenziali possono essere fatali all’esistenza stessa del Canada come paese indipendente.
Il meeting di Ottawa doveva mostrare a Trump ed al mondo che il Canada e’ un paese unito e deciso ad affrontare le sfide.
Nonostante i sorrisi forzati del Primo Ministro le cose non sono andate come sperato.
Il giorno precedente la riunione di Ottawa l’autorevole giornale Financial Times ha rivelato che un gruppo di attivisti fautori del referendum a favore dell’indipendenza dell’Alberta si sono recati in pellegrinaggio a Washington ed hanno avuto incontri al più alto livello con esponenti dell‘amministrazione americana. La circostanza è stata confermata al giornale.
Il presunto leader del gruppo Jeff Rath ha confermato gli incontri ha descritto gli esponenti del governo americano “molto entusiasti” per l’ impegno per l’Indipendenza dell’Alberta.
Rath, per quanto surreale, ha dichiarato di aver discusso anche l’idea dei separatisti di un prestito di $500 miliardi per aiutare a tenere a galla la futura Alberta indipendente.
Rath ha definito gli incontri come puramente esploratori e come parte di uno studio di fattibilità.
In Alberta, nel frattempo, stanno raccogliendo le firme per il referendum per decidere la separazione dal Canada.
Lungi dal condannare il gruppo di Jeff Rath che si sono rivolti agli Stati Uniti per chiedere aiuto per distruggere il Canada come paese unito ed indipendente, la controversa Premier dall’Alberta Daniels Smith ha dichiarato di non voler demonizzare i cittadini della provincia che hanno espresso legittime rimostranze verso il governo di Ottawa e sul loro posto nella confederazione.
Ha anche chiesto che gli Usa stiano fuori dal processo democratico dell’Alberta.
Carney ha ripetuto che si aspetta che l’amministrazione di Trump rispetti “sempre” la sovranità Canadese.
Il Premier della Colombia Britannica David Eby ha reagito duramente. Per Eby le riunioni con gli americani per chiedere aiuto per l’indipendenza dell’Alberta ammontano a un “Tradimento”, una parola che non si usa di solito nei meeting dei primi ministri. ''Quando ho parlato di tradimento”- ha detto David Eby - è perché bisognava dire pane al pane. Non mi riferisco ai rapporti interni tra le Province e il governo federale, o ai referendum sulla sovranità che potrebbero essere indetti. Parlo di attraversare il confine per sollecitare un governo straniero a frammentare il nostro Paese''.
Carney non è il primo capo del governo canadese a fronteggiare la minaccia della separazione che prima di lui Pierre Trudeau, Brian Mulroney e Jean Chretien avevano dovuto contrastare.
Carney pero’ è il primo a dover fronteggiare la minaccia della separazione non solo dell’Alberta ma anche potenzialmente del Quebec.
Il Party Quebecois che nei sondaggi sta volando, ha promesso il terzo referendum per l’indipendenza del Quebec, se vincerà elezioni.
Fatto nuovo, Carney ha Trump come terzo “nemico” del Canada, di cui apertamente farnetica l’annessione, per divenire il cinquantunesimo stato americano.
Per Trump l’ingerenza negli affari degli stati ed il rispetto della loro indipendenza sono un intralcio ai suoi fumosi piani di potere.
Incoerente come sempre Trump non ricorda come, dopo le elezioni del 2020 piangeva per l’ingerenza di altri paesi nelle elezioni che perse sonoramente.
Le rivelazioni del Financial Times hanno rivelato che sotto le dichiarazioni di apparente unità e solidarietà, quando bisogna intraprendere azioni concrete, il velo di solidarietà si rivela molto tenue.
Le parole grosse del Premier della Colombia Britannica David Eby sono sintomo di un serio problema.
Durante le guerre chi ha intelligenza con il nemico viene condannato perché traditore. La guerra di Trump con i suoi alleati è per ora una guerra commerciale.
Ma mentre i canadesi vivono nell’ansia e trepidazione per il loro futuro e per i problemi di sopravvivenza causati dai dazi americani e’ comprensibile ritenere che, chi si reca dal nemico per chiedere di infrangere l’unità del paese” tradisce i canadesi.