Tony Evangelista, il Lo Bello di Toronto onorato dagli Azzurri

(Il sorano di nascita e’ stato il primo canadese ad arbitrare a livello internazionale. Annullo’ un gol a Spillo Altobelli, diresse una partita che fece scoppiare la guerra del pallone).

di Nicola Sparano

TORONTO – E’ stato il miglior fischietto del calcio italocanadese, il primo a raggiungere la qualifica di internazionale. Arbitrava a muso duro -era paragonato al mitico Concetto Lo Bello -  e lo ha fatto anche quando intorno al campo c’erano soldati con i mitra in posizione di sparo perche’ si affrontavano nazionali di paesi che in pochi giorni sarebbero scesi in guerra.

 Tony Evangelista, nato a Sora nel 1945, in Canada dal 1958, aveva 23 anni quando supero’ il corso di arbitro, si vesti’ di nero (a quei tempi tutti i direttori di gara dovevano farlo),   dirigeva con due cronometri e due fischietti, casomai uno non funzionasse.

Come arbitro si e’ formato negli anni ruggenti  (fine anni 60) del calcio torontino  e dal  1977 al 1991 e’ stato iscritto alla lista degli arbitri e degli assistenti arbitrali della FIFA.

 In quegli anni  le squadre non andavano troppo per il sottile perche’ cercavano di vincere in nome delle proprie comunita’ o, addirittura dei propri paesi di origine. Era il soccer malvisto dai media e dominato da dirigenti e arbitri inglesi.

In quel clima di campi  e tifoserie infuocate Evangelista ha raccolto consensi e trofei come

il  Ray Morgan Memorial Award di Canada Soccer  assegnato all'arbitro che ha dimostrato i maggiori progressi a livello nazionale e internazionale.

Oltre ad essere nella Hall of Fame della CSA ha anche ottenuto l’Aubrey Sanford Meritorious Service Award, istituito nel 1986 da Canada Soccer, che premia le persone che si sono  distinte per il servizio e il contributo eccezionali al calcio canadese come allenatori, arbitri, giocatori o dirigenti.  

Tra qualche giorno, il 23 di questo mese, trovera’ posto anche nel Muro dei Famosi (Wall of Fame) che da sette anni onora coloro che hanno contribuito in prima persona al percorso del  il soccer che da bush league (termine derogatorio coniato dei media inglesi) e’ diventato calcio di prima bacchetta.

Intervistato telefonicamente ha risposto telegraficamente dicendosi comunque molto onorato per questo riconoscimento da parte degli Azzurri.

-       Primo italo canadese a diventare internazionale…primo sorano?  

“Esatto, primo in tutto”, nella sua voce si intuisce l’orgoglio.

-       Quante partite hai arbitrato?

“Troppe per ricordarle, ho diretto match per oltre venti anni”.

-       Avrai guadagnato parecchio…

-       “Manco per sogno. A livello locale solo quattro soldi, da arbitro internazionale ricevevo viaggio, vitto, alloggio e 100 dollari Usa al giorno. Oggi un arbitro internazionale percepisce tra 5-6mila euro a  partita, in Serie A minimo 4mila euro.  Arbitrare per me era un hobby, eccitante e a volte anche pericoloso come quella volta a Tegucigalpa”

-       La partita che scateno’ la guerra del calcio?”.

-        “Esatto, una delle partite più memorabili che ho arbitrato è stata la prima delle tre giocata tra Honduras ed El Salvador che scateno’ la famosa “guerra del calcio” (duro’ quattro giorni, i morti furono circa seimila). La partita doveva iniziare alle 16:00,  andai  allo stadio sei ore prima per controllare il campo...   era già pieno per più di metà e c’erano i soldati con i mitra a bordo campo. È stato uno spettacolo incredibile. La partita fu durissima ma senza espulsioni. Vinse l’Honduras 1-0 ad un minuto dal termine e sugli spalti successe il finimondo, al sottoscritto e ai segnalinee ci bombardarono con arance e mandarini. Si seppe poi che una ragazza di El Salvador si era uccisa per la delusione. Quella partita su la prima tra le due squadre per  l‘accesso al mondiale del Messico 1970. El Salvador vinse il ritorno per 3-0, e la bella per 3-2, poi al mondiale perse tutte e tre le partite, come il Canada”...        

-       Altri ricordi?

-       “Spillo Altobelli mi prese a parolacce in ciociaro quando gli annullai un gol in Svizzera-Italia del 1984. La partita amichevole fini’ 1-1. Annullai il suo gol perche’ aveva commesso fallo su un difensore avversario”.

-       Chi e’ secondo te il calciatore italocanadese che avrebbe meritato la Serie A?

“Roberto Iarusci”.

-Come e’ cambiato il calcio canadese dei tuoi tempi a quello di oggi”.

“E’ cambiato in meglio questo e’ certo, ma non e’ ancora ai livelli del grande calcio”.

-       Il Var e’ roba recente, ci fosse stato ai tuoi tempi ti varebbe aiutato o no?

-       “ Aiutato? Si, certamente. Il Var pero’ va organizzato meglio, ora crea troppo polemiche per come viene interpretrato ed applicato il famoso protocollo”.

-       Come ti spieghi il terzo consecutivo fallimento mondiale dell’Italia”.

-       “Sono deluso e disgustato, il calcio italiano deve dare spazio, far cresce e lanciare i giovani”.

-       La Bosnia per il Canada sara’ un avversario piu’ facile dell’Italia?

-        “Senza Azzurri noi italocanadesi almeno non soffriremo. La Bosnia e’ fatta di vecchi marpioni, ma il Canada, da quello che si e’ visto nelle ultime due amichevoli, corre e gioca, potrebbe diventare la sorpresa del girone. Come minimo mi aspetto che vinca almeno una partita”.

 

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