Una rete da 137 km orari, il coccodrillo troppo corto

Akan Calhnoglu dopo il fantastico gol alla Roma

di Nicola Sparano

Dall’uovo di Pasqua del pallone sono uscite due sorprese sotto forma di esipodi (non e’ un rifuso, ma la parola che il mitico Toto’ usava per episodi).

Il primo esipodio/episodio si e’ verificato all’ombra della Madunina, il secondo nello stadio in cui l’Italia non  verra’ a giocare (chi e’ causa del suo mal pianga se stesso).

A San Siro Calhnoglu  l’ha fatta grossa, non una ma due volte, certamente perche’ essendo turco sara’ ignorante in latino.

Nello stadio dove si terra’ Canada-Bosnia si’ visto un coccodrillo che e’ restato a bocca asciutta essendosi fatto scappare il… pranzo.

Allora, partiamo da San Siro e da Calhnoglu.

Akan nel corso di Inter-Roma ha osato fare quello che in Serie A e’ come se fosse proibito dalla legge e dagli schemi cosiddetti tattici, tirare in porta da lontano. 

Ignorantia legis non excusat, ossia la «L'ignoranza della legge non discolpa».

Il popolo  che per secoli ha dominato tizio, caio, sempronio e compagnia bella ha lasciato ai posteri questa allocuzione che oso tirare in ballo pur non avendo consultato il latinista/milanista don Salvatore Marra.

E dunque, Akan ha tirato da lontano, non una ma due volte.

La prima gli e’ andata buca, ma alla seconda ha realizzato quello che i sudamericani definiscono gollazo, un gol spettacolare, fantastico.

La botta e’ stata sparata  da 35 metri, il pallone ha raggiunto la velocita’ di 137 km orari facendo una forte rotazione in avanti, rendendo la traiettoria imprevedibile.

Calhanoglu calcia con la gamba rigida, il piede teso verso il basso, scavando sotto la sfera. La palla parte dritta, assolutamente dritta. Per due terzi della sua strada verso la porta non si muove. È forte ma non troppo angolata. Svilar parte in tuffo per andarla a prendere alla sua destra. Proprio in quel momento, però, la palla cambia traiettoria. Rientra verso il centro, cogliendo il portiere in controtempo. Magia del giocatore ma anche di un pallone suscettibile di cambiamento di rotta, voluto appositamente per far segnare di piu’.

2-1 per l’Inter, da quel momento la Roma e’ bella che fritta, idem dicasi per la lotta scudetto.

A Toronto si e’ visto un coccodrillo corto e distratto

Il coccodrillo e’ distratto, punizione bassa, l’”animale” non e’ lungo abbastanza per coprire tutta la barriera e la palla rasoterra entra in rete. L’esipodio (per dirla alla Toto’) si e’ verificato nell’area del Toronto Fc quando un attaccante del Colorado ha uccellato il muro, coccodrillo e portiere per l’1-0 (poi la partita e’ finita 3-2 per l’ex squadra di Lorenzo ex Magnifico).  

Il coccodrillo per chi non fosse troppo ferrato nelle faccendule pallonistiche e’ colui che si posiziona panza a terra dietro la barriera per fermare una eventuale conclusione rasoterra qualora il tiratore optasse per la furbata resa celebre da un fuoriclasse di quelli che, mannaggialamiseriaporca, non nascono piu’ in Italia,  Andrea Pirlo. Il “maestro” è celebre per aver perfezionato il tiro su punizione, inclusa la variante "sotto la barriera" (o "maledetta" con traiettoria imprevedibile), segnando oltre 40 punizioni in carriera. Sebbene non sia universalmente riconosciuto come il primo in assoluto nella storia, è considerato uno dei massimi esponenti di questa tecnica. 

BUONA PASQUETTA A TUTTI

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