Viktor Orbán non c'è più. La democrazia ha vinto in Ungheria.
(Il caro alleato di Trump e compare di Putin esce di scena dopo 16 anni. L’Europa e la Nato gioiscono)
Una caricatura di Viktor Orban e dei suoi “alleati” Trump e Putin
di Odoardo Di Santo
Dopo 16 anni di attacco alla democrazia — con mappe elettorali cambiate per favorire il suo partito, con i tribunali ripieni di complici del regime, e dopo aver trasfromato i mezzi di comunicazione in una macchina di propaganda governativa acquistando l'80% dei media ungheresi, Viktor Orban — il caro alleato di Donald Trump e compare di Putin - ha ammesso la sconfitta: “Il risultato delle elezioni e’ chiaro, per noi doloroso” ha dichiarato all’annuncio dei risultati del voto.
Peter Magyar il leader conservatore europeista del Partito Tsza, Partito del Rispetto , ha battuto Orban conquistando 136 seggi sui 199 del parlamento, cioe’ la maggioranza qualificata di due terzi che permettera’ loro di modificare la costituzione ungherese.
Dopo la vittoria Magyar rivolto alla folla dei sostenitori a Budapest, che intonava nel frattempo "Ruszkik, haza", ovvero "Russi, andate a casa", lo slogan della rivolta ungherese del 1956, soffocata nel sangue dai carri armati sovietici ha dichiarato: “Grazie Ungheria. L'Ungheria sarà di nuovo un alleato forte nella Ue e nella Nato".
"La sensazione mi ha ricordato il 1989," ha detto un testimone a Budapest stasera, "quando il regime comunista è crollato."
Orban autocrate di estrema destra non solo aveva vinto le elezioni, ma nel 2010 aveva creato un sistema corrotto che praticamente gli assicurava la vittoria, riscrivendo la costituzione, riempiendo i tribunali e poi — cosa più critica — comprando la stampa.
La sconfitta di Orban e’ stata alimentata da un movimento del popolo ungherese che ha sfidato apertamente il suo autoritarismo.
Dopo 16 anni di strangolamento del dissenso, ora Orban può leccarsi le ferite.
La destra mondiale era intervenuta in coro per sostenerlo.
Il vice presidente americano JD Vance è andato a Budapest, la scorsa settimana per fare campagna a suo favore.
Trump, patologico sbruffone ha assicurato Orban che la "piena potenza economica" americana avrebbe dato linfa all'economia ungherese se avesse vinto.
La Russia e’ intervenuta con ufficiali dell'intelligence a Budapest per aiutare a manipolare il risultato del voto.
Giorgia Meloni e Matteo Salvini si erano recati in pellegrinaggio per sostenere invano il loro alleato.
Questa sera, Orbán ha detto ai suoi sostenitori: "Mi sono congratulato con il partito vincitore. Serviremo la nazione ungherese e la nostra patria dall'opposizione."
Magyar non ha solo vinto le elezioni, ma ha dato un sospiro di sollievo all’ Unione Europea di cui l’Ungheria e’ partner ma che Orban ha osteggiato dal di dentro, secondo molti, agendo da quinta colonna della Russia.
Orban per anni nell’Unione Europea ha usato il potere del veto, bloccando importanti decisioni della Commissione che per essere approvate richiedeva l’unanimita’ dei membri.
A queste elezioni, circa l'80% dei media ungheresi era sotto il controllo filogovernativo.
La televisione di stato trasmetteva 15 ore settimanali di copertura positiva su Fidesz. Magyar e Tisza hanno ricevuto più di cinque ore di copertura apertamente negativa o diffamatoria.
Nel frattempo, gli alleati di Orban hanno fabbricato falsi scandali. Un documento falsificato che sosteneva che Tisza pianificasse un'aliquota del 33% ha dominato il ciclo delle notizie per mesi. Un'altra storia inventata avvertiva i pensionati che i magiari li avrebbero costretti a sopprimere i loro animali domestici. I tribunali alla fine hanno dichiarato false queste storie.
Ed il risultato del voto dimostra che il popolo ungherese non ha abboccato.
La democrazia è sopravvissuta anche grazie ai media indipendenti che si sono rifiutati di morire e non per via dei principali canali.
Citiamo in particolare Partizán, un canale YouTube indipendente ed un piccolo gruppo di testate sostenute dai lettori che ha svolto un ruolo cruciale, continuando a svelare storie vere: piani segreti per inviare truppe ungheresi in Ciad, trascrizioni trapelate del coordinamento del ministro degli esteri con funzionari russi, prove di una massiccia corruzione nei fondi dell'UE.
Anche per loro l’Ungheria rientra con onore tra i paesi dell’Europa democratica.