La medaglia dell’opportunismo

di Odoardo Di Santo

Maria Machado, leader dell’opposizione alla dittatura di Nicolas Maduro nel Venezuela, continuando la sua campagna di corteggiamento a Donald Trump per ingraziarlo, decise di donargli la medaglia del premio Nobel per la pace che il comitato norvegese le aveva assegnato lo scorso anno.

Il gesto sarebbe il riconoscimento dell’impegno del Presidente, per la libertà anzi, a suo dire “la nostra libertà”, senza specificare se parla della sua libertà personale o di chi altro ci include.

Dopo la cattura di Maduro, a mano armata, con l’operazione militare fulminea da lei auspicata, Machado sperava di ottenere l’appoggio di Trump, per essere installata a capo del governo venezuelano, nella fase di transizione dalla dittatura alla democrazia.

All’ambiziosa leader andò male.    Non  e’ noto se e, in base a  quale accordo sottobanco,  Trump,  sorprendendo tutti quelli che nel mondo speravano in una virata verso la democrazia e la libertà in Venezuela, lasciò al potere, la ex Vice Presidente e stretta alleata di Nicolás Maduro, Delcy Rodríguez con intatto tutto l’apparato  della dittatura  Chavista.

Negò ai giornalisti di aver parlato con Maria Machado.

Anzi dichiaro’: “Lei non può essere candidata perché non ha “l’appoggio interno e il rispetto nel paese”. Fine della storia.

Ma non per Maria Machado, decisa a tutto pur di avere la poltrona.

L’annuncio di voler donare la medaglia a Trump irritò mezzo mondo e specialmente le organizzazioni norvegesi.

 L’Istituto del Premio Nobel norvegese emise una dichiarazione ufficiale chiarendo che il premio non può “essere trasferito, condiviso o revocato” e che la decisione di assegnarlo e” finale, per sempre. Anche se Machado dà il premio a Trump non sarà riconosciuto”.

Il deputato Norvegese Arild Hermstad dichiarò che il premio deve essere meritato con costante impegno e non attraverso capricci sui social media ed l’intimidazione”.

La prof. Janne Haaland Mattlary criticò pubblicamente Machado dicendo: “il, trasferimento del premio a Trump è “patetico” “insignificante” e “totale mancanza di rispetto   per il premio”.

Le reazioni fecero seguito alla intervista di Machado a Sean Hannity su Fox New, nella quale Machado dichiarò che donava il premio a Trump come atto di gratitudine”

 Trump non disse se aveva accettato il premio.

La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, subito dopo l’incontro, confermò ai giornalisti il continuo supporto di Trump per il regime dittatoriale della Vicepresidente Rodriguez e del suo governo perché’: “Sono stati estremamente cooperativi, hanno accettato tutte   le richieste degli Stati Uniti e del Presidente, che era soddisfatto di aver ricevuto la collaborazione e 50 milioni di barili di petrolio.”

 “Al presidente-ha aggiunto- piace quello che vede e che ci aspettiamo e la cooperazione continuerà- Trump precedentemente aveva descritto Rodriguez come” una persona straordinaria e che aveva avuto una grande conversazione con lei”.

Alla domanda se Trump avesse cambiato idea che Machada non fosse una opzione praticabile per guidare il Venezuela, Leavitt rispose: “La sua opinione su questa materia non è cambiata”.

Trump da parte sua, come sempre narciso pieno di sé sul suo sito Truth proclamo’:  “ Io, da solo ho messo fine a 8 guerre e la Norvegia, membro della Nato stupidamente scelse di non dare il premio a me.”

Il premio Nobel è attribuito dal Comitato Norvegese per il Premio. La Norvegia non c’entra. Ma per Trump tutto fa brodo.

  Le reazioni su You Tube sono state nella quasi totalità critiche e spietate. Machado è stata accusata di opportunismo e di sfrenata ambizione.

Specialmente per i suoi stretti legami con Israele.

Nel 2020 Machado con il partito Vente Venezuela, formalizzò` una cooperazione strategica con il partito di destra Israeliano LIkud di cui è capo Netanyhau.

Molti non riescono a spiegarsi come si può assegnare il Premio per la pace ad una persona che si associa a Netanyhau dopo il genocidio e le stragi dei palestinesi a Gaza.

Molti sostengono che il Premio Nobel sarebbe dovuto andare a Francesca Albanese la relatrice italiana delle nazioni Unite nei Territori occupati della Cisgiordania che è quotidianamente oggetto di infami attacchi delle destre europee.
Machado ha una reputazione ambigua.

Nel passato e’ stata contraria ai settori politicamente moderati del Venezuela che sostenevano il cambio di regime per vie democratiche, mentre lei sosteneva le sanzioni e l’intervento militare per rimuovere Maduro come è ora avvenuto.

IL Wall Street Journal, lo scorso anno, scrisse che Machado è una attivista conservatrice che “spesso era fautrice e spingeva Washington ad affrontare il governo venezuelano con la forza”.

Nel novembre 2005 Il New York Times, nel contesto di una nazione polarizzata, descrisse Machado come” forse la più divisiva persona dopo Chavez, una donna da essere amata o odiata”.

Per anni fu ritenuta troppo estrema anche per la sua coalizione di estrema destra.

Dopo il referendum indetto nel 2004 per la revoca del Presidente Hugo Chavez, con i membri del Movimento Sumate da lei fondato, fu imputata di tradimento e cospirazione per aver ricevuto illegalmente aiuti finanziari per la campagna contro il presidente dal National Endowment for democracy (NED), la organizzazione americana   accusata di essere un agente della politica americana di destra.

Da Washington hanno cancellato Machado. E’ svanito il sogno della poltrona a Caracas, per ora, perché con Trump tutto dipende dal suo umore.

L’ambizione ha fatto, perdere a Machado anche, la medaglia del premio Nobel.

Anche un po’ fessacchiotta. Come poteva pensare di competere contro 50 milioni di barili di petrolio?

 

 

Previous
Previous

Mondiali 2026: Trump esclude tifosi Brasile, la Germania inizia campagna boicottaggio

Next
Next

Step on foot, Ndonio ordina scarpini piu’ lunghi