L’Italia non e’ in guerra, il Canada potrebbe

Donald Trump si definise presidente piu’ prepotente (badass) del mondo. L’Iran continua a difendersi e contrattaccare

Un bambino siriano si arrampica su un missile iraniano non esplosono dopo l’ompiatto col terreno

di Nicola Sparano

In una scena del Il Padrino un capomafia dice a Michael Corleone: “Brutte notizie dall’America, i tempi sono cambiati, io non so come va a finire”.
La frase e’ profetica, descrive esattamente quello che sta accadendo in Iran e dintorni dove la guerra si allarga di giorno in giorno e tocca anche se per ora indirettamente Italia e Canada.
Mentre l’Italia si chiama fuori dal conflitto, il Canada non esclude un suo eventuale coinvolgimento.
Giovedi’ nell’incontro di Canberra con il Primo Ministro australiano Anthony Albanese, il Primo Ministro canadese Mark Carney ha affermato di non poter escludere la partecipazione militare del suo Paese all'escalation della guerra in Medio Oriente, dopo aver precedentemente affermato che gli attacchi USA-Israele contro l'Iran erano "incompatibili con il diritto internazionale".
Da parte sua la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che l’Italia non è in guerra «e non vogliamo entrare in guerra». Ha aggiunto che l’Italia invierà aiuti militari ai paesi del Golfo Persico, parlando di «aiuti per la difesa aerea», senza dare altri dettagli.
Stati Uniti e Israele erano conviti che una volta ucciso il Leader Supremo e sganciate quattro bombe l’Iran si sarebbe arreso.
Invece l’Iran non molla, anzi continua ad attaccare Israele e vari paesi del Golfo, tra cui soprattutto Qatar e Libano Nella notte anche Israele ha ricominciato a bombardare intensamente Dahieh, il quartiere meridionale di Beirut (in Libano) dove è particolarmente radicato Hezbollah, il gruppo alleato dell’Iran.
L’Iran ha 90 milioni di abitanti che per ora pensano a combattere invece che a rovesciare il regime come speravano Israele e Stati Uniti.
I contrattacchi iraniani che stanno allargando il conflitto sono portati con migliaia di droni Thaad che vengono lanciati a raffica in modo da saturare le difese aeree dei paesi nemici.
I droni Thaad da anni sono costruiti in Iran al prezzo di circa 35.000 dollari ciascuno.
Per abbatterli Israele e Usa sono costretti ad usare razzi che costano quasi due milioni di dollari.
E’ un guerra di usura che potrebbe concludersi quando finiranno le scorte di droni o di missili.
Trump – che si e’ definito cafonescamente il presidente piu prepotente (badass) della storia – ha ripetutamente dichiarato che gli Usa possono continuare a combattere per sempre, e non ha escluso che possa invadere l’Iran con le sue forze armate.
La minaccia dei boots on the ground e’, da parte sua, una minaccia presumibilmente vuota, un’altra fanfaronata.
L’America, infatti, con i suoi boots on the ground ha perso e lasciato migliaia di americano morti in in Vietnam, Iraq, Afghanistan, l’Iran ha 90 milioni di persone su un territorio immenso.
Mentre continuano a piovere bombe, missili, e siluri, il mondo intero si auspica che si arrivi ad una tregua e all’interruzione delle ostilita’.
....campa cavallo che l'erba cresce

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La guerra si allarga, passo falso di Carney