Toronto, finita l’era delle terze lingue
(Il board Cattolico e il governo hanno cancellato il programma che per 50 anni ha arricchito la cultura dei nostri ragazzi. C’e’ chi batte per ripristinarli ma le chance di successo sono scarse)
di Odoardo Di Santo
E’ iniziato l’anno scolastico e il Board of Education cattolico di Toronto ha cancellato i corsi delle terze lingue che avevano rappresentato un tassello nell’ambito della politica del multiculturalismo canadese. I corsi offrivano lezioni in italiano, portoghese, spagnuolo, filippino, ucraino e mandarino. Circa 19,200 studenti prendevano i corsi.
La decisione del Board of Education cattolico di abolire i corsi delle terze lingue e’ sostenuta fortemente ma senza valide ragioni dal Ministro dell’Istruzione Paul Calandra che, forte del fatto che il governo ha la maggioranza nel parlamento si arrampica sugli specchi per giustificare una decisione deleteria e a lungo andare nociva.
Maria Rizzo Trustee del TCDSB ,ed ex presidente, con ammirevole tenacia si e’ impegnata e sta guidando la campagna per fare pressione sul governo per reintegrare l’insegnamento delle terze lingue nelle scuole sollecitando l’appoggio della comunita’ e dei rapresentanti consolari di Italia e Portogallo il cui console generale si e’ incontrato con il ministro dell’Istruzione Calandra per ora, senza segni di ravvedimento del governo.
Molti cittadini hanno aderito ad essere parte del gruppo di 50 ambasciatori che hanno offerto di sostenere pubblicamente l’insegnamento della terze lingue.
Molti hanno firmato le petizioni online ed oltre 7000 hanno firmato a favore dei programmi che sono stati cancellati in 45 scuole con 77 maestri licenziati.
Anche le organizzazioni sindacali stanno sostenendo la campagna che, tuttavia per avere successo necessita del coinvolgimento dei genitori delle comunita` etniche di 50 anni fa, che ora stenta a materializzarsi.
L’insegnamento delle terze lingue aveva seguito una sostenuta campagna pubblica che aveva coinvolto le comunita’ etniche e che era stato un enorme successo, come scrivevo nel 2006 a proposito del Progetto del Centro Scuola e Cultura Italiana di Toronto in Abruzzo .
Ogni anno il Centro portava in Italia ai corsi estivi ed invernali fino a 32 mila studenti che ne hanno beneficiato come pure la intera societa’ canadese, come sa il Ministro dell’Istruzione Paul Calandra per aver partecipato ai corsi del Centro Scuola in Italia.
Una delle ragioni per l’abolizione dei corsi e’il costo, ma si tratta di una scusa.
Se si considerano $ 6 milioni spesi per 19 200 studenti per 30 minuti di lezione e 33 settimane, il costo si aggira su $2.40 per studente ogni giorno.
Se la spesa di bilancio per la pubblica istruzione di $1.207 miliardi e’ corretta , $6 milioni sono lo 0.5% delle spese per le scuole.
Conoscere la lingua e la cultura dei genitori aiuta i bambini a sviluppare il legame con le famiglie e la comunita’ e nello stesso tempo fa apprezzare il valore della diversita’ culturale del Canada.
Le scuse del Ministro Calandra sono il patetico tentativo di giustificare una decisione che non regge sia per quanto riguarda la spesa sia per le frivole osservazioni del ministro sulla presunta cattiva gestione del Board Of Education.
Il Ministro aveva fatto notare che il Board aveva speso per un frullato (milk-shake) la enorme somma di $15. E deve essere stato turbato anche a suo parere, da una ingiustificabile spesa per un panino a Mc Donald acquistato alle 3.am.
Non era stato turbato quando Doug Ford aveva acquistato, alla chetichella un jet per $28.9 milioncini.
L’insegnamento della terze lingue come abbiamo detto e` un tassello della politica del multiculturalismo che ha fatto del Canada una soieta` aperta ,tollerante ed inclusiva che ha evitato i drammi di disgreazione sociale che vediamo oggi nei paesi ostili all’integrazione di gruppi etnici minoritari.
Personalmente sono stato impegnato a sostenere le politiche progressiste di integrazione delle minosranze nell’ambito della societa` canadese.
Nel novembre 1982 nel Parlamento dell’Ontario ebbe luogo il dibattito della mia proposta di legge parlamentare n.89 per emendare l’Education Act.La mia proposta di legge rappresentò il tentativo del Partito NDP di forzare il governo ed il parlamento ad agire sul problema dell’insegnamento delle lingue per rendere i programmi accessibili a più comunità e ridurre lo stigma di cittadini di seconda classe.Nel dibattito che segui nessuno sollevo’ l’obiezione del ministro Calandra che l’insegnamento della terze lingue viola l’Education Act.