Wall of Fame: Vito Caressa da pischello a giornalista parlato e scritto

(Cronista in tv e allo Specchio, ideatore dei calendari tascabili di A e F1, Daniele de Rossi esiste anche per merito suo)

di Nicola Sparano

TORONTO – “Personalmente il calcio  l’ho promosso sia a parole, attraverso i servizi tv, sia scrivendo per le pagi ne sportive dello Specchio per sei anni”.  

Vito Caressa, mezzobusto di Omini (ex Canale 47), dal 1989 e’ stato nel team sportivo di Paolo Canciani, prima da giornalista/inviato e poi dal 2000 sino al 2008 da conduttore del segmento sportivo. A Caressa si devono i calendari tascabili delle Serie A (prima edizione 1994) e della Formula Uno (dal Duemila in poi) che vengono distribuiti a tappeto nelle zone di Toronto con alta percentuale di abitanti italiani.

Nato in provincia di Bari, nel paese che ha il cognome di un terzino del Napoli, Spinazzola, prima di trasferirsi in Canada, nel 1989, e’ vissuto sempre ad Ostia (Roma).

Caressa, da ragazzo ha giocato nell’Ostia Mare (campionato Interregionale) con il padre di Daniele De Rossi, Alberto, era un terzino fluidificante, oggi lo avrebbero definito “esterno di attacco”, specializzato nei cross dall’ala.

Si allenavano praticamente sul mare dove anche l’inverno era come se fosse estate.

Quando Luca Tomanelli e gli amici Azzurri lo invitarono ad una partitella, pensava si giocasse indoor invece era all’aperto, al Lamport con tanto di neve e terreno artificiale.

“Mi venne un colpo – ammette Vito -, temevo l’assideramento e il terreno artificiale era duro, scivoloso, pericoloso. Ma strinsi i denti, non volevo fare la figura del pischello (ragazzino in romanesco)  che mollava alla prima difficolta’”.

Da  quella volta Vito divenne parte della famiglia Toronto Azzurri che continua a scendere in campo,due volte la settimana, per dare quattro calci al pallone. Ancora oggi si sfidano 10 contro 10, ma indoor visto che con l’eta’ non si scherza.

Non scherzava affatto il mitico Pele’ quando confido’ al microfono di Caressa che l’Italia aveva perso  mondiale americano bel 1994 per colpa di Sacchi.

“Il mitico O’ Rey – ricorda Vito – rimase piacevolmente sorpreso quando osservo’ che in uno dei calendari di Serie A c’era  anche una pagina dedicata a lui e al suo Brasile..  Pele’ disse anche che Sacchi aveva sbagliato nella finale del mondiale 1994 a schierare giocatori reduci da infortuni (Baresi) e con Baggio non al cento per cento. E furono proprio Baresi e Baggio a  sbagliare dal dischetto. Quando Roby spedi’ nella curva quel maledetto rigore io santiai dal vivo. Infatti  a Pasadena c’ero andato come inviato di Omni”.

Caressa mise il microfono sotto il naso del suo idolo, Francesco Totti  quando  nel luglio del 2004 disputo’ un’amichevole col Celtic allo Skydome alla presenza di oltre cinquantamila spettatori.

“Fini’ 1-0 per la Roma, risolse Totti con un colpo di testa – ricorda Caressa -. Quell’estate il mitico capitano era incazzato nero per come era stato trattato per lo sputo a Poulsen, che in campo lo aveva massacrato in Danimarca-Italia. Non volle parlare di calcio, disse solo che avrebbe voluto avere una Roma piu’ forte, in grado di lottare per lo scudetto e che in ogni caso non avrebbe mai lasciato il cklub, le bandiere non si ammaiano, conlcuse”.

“Quando incontrai Daniele De Rossi gli dissi che era nato un po’ anche per merito mio. Lui mi guardo’ sorpreso e gli spiegai che la madre Michela faceva parte del mio gruppo di amici e che fui io a presentarla al padre che se ne invaghi, la sposo’ e nascesti tu”, sorride Caressa.

Nei suoi anni alla Omni Vito ha intervistato personaggi famosi come Totti e Pele’, appunto, ma anche Fittipaldi, Andretti, Zoff, Platini e quel Jean Todt che per anni ha reso quasi imbattibile la Ferrari.

“Chiaramente mi sono sentito un palo piu’ alto quando ho saputo dell’onore concessomi anche perche’ io ero un pischello quando il calcio italocanadese ha vissuto i suoi anni ruggenti. Essere sul Wall of Fame mi inorgoglisce”.

**La settima edizione del Wall Of Fame si terra’ il 23 aprile prossimo presso la sala Venu Event. Saranno premiati, oltre a Vito Caressa, anche Mario Borsato, Giacomo Stecher, Pat Ercoli e Tony Evangelista.

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